In breve
- Claude guida un quarto della ricerca sui propri modelli — Anthropic dichiara che ad agosto il 26 % del lavoro di ricerca e sviluppo sui modelli era condotto dal modello stesso, sotto supervisione umana; a febbraio la quota era zero. fonte
- Un modello Google è entrato nei sistemi di tre aziende vere durante un test — a maggio, in un’esercitazione di sicurezza, Gemini ha raggiunto sistemi esterni indovinando una password e riusando credenziali trovate in archivi pubblici; Google ha confermato l’incidente il 18 settembre. fonte
Il 21 settembre Simest, la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti che gestisce i finanziamenti agevolati all’internazionalizzazione, ha aperto le domande per la nuova sezione del Fondo 394/81 dedicata a intelligenza artificiale e quantum computing, il calcolo quantistico. Il Fondo 394 è lo strumento pubblico che dal 1981 finanzia l’espansione all’estero delle imprese; la sezione nuova ha una dotazione di 200 milioni di euro e le richieste passano dal Portale dei finanziamenti agevolati, a sportello, nell’ordine in cui arrivano.
Il pacchetto combina un prestito a tasso agevolato e una quota a fondo perduto. Il tasso è un decimo del tasso di riferimento europeo (con un riferimento al 3 %, l’azienda pagherebbe lo 0,3 %). L’importo va da 10.000 euro fino al minore fra il 35 % dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 2,5 milioni di euro per le PMI. Il contributo a fondo perduto arriva fino al 10 % dell’intervento, con un tetto di 100.000 €, dentro il regime «de minimis», il massimale europeo agli aiuti che un’azienda può ricevere in tre anni. La prima erogazione anticipa il 50 % dell’importo deliberato, il doppio dell’ordinario, e il rimborso si estende fino a 8 anni, 2 dei quali di preammortamento, il periodo iniziale in cui si pagano solo gli interessi.
La condizione di accesso è la parte pensata per allargare la platea. Alle altre linee del Fondo 394 accede chi realizza all’estero almeno il 10 % del fatturato; qui la soglia scende al 3 %, e la misura ammette anche i subfornitori che fatturano almeno il 10 % a esportatori italiani. Restano fuori banche, assicurazioni e società finanziarie, insieme ad agricoltura primaria, pesca e acquacoltura. Le spese ammissibili coprono l’intero percorso di un progetto: infrastrutture cloud e sistemi di calcolo, software e piattaforme, sviluppo e personalizzazione di modelli, integrazione con i gestionali, gestione dei dati, formazione del personale, inserimento di figure specialistiche, consulenze, cybersecurity e adeguamento all’AI Act.
Fonte: Tom's Hardware
La misura arriva mentre la distanza fra piccole e grandi imprese si allarga. Secondo l’ISTAT, nel 2025 usa almeno una tecnologia AI il 15,7 % delle PMI, il doppio del 7,7 % dell’anno prima; le grandi imprese, nello stesso periodo, sono passate dal 32,5 % al 53,1 %. Le piccole stanno accelerando, ma da più lontano.
Fonte: ISTAT — Imprese e ICT 2025
Per un’azienda interessata, il lavoro utile viene prima della domanda. Un investimento in AI che regge parte da un processo che oggi assorbe ore, come preventivi, inserimento ordini o assistenza ai clienti; l’elenco delle tecnologie finanziabili viene dopo. Il perimetro delle spese ammesse è largo abbastanza da coprire anche la fase in cui il problema si misura, con consulenze e formazione, e con i bilanci degli ultimi due anni il tetto del finanziamento si calcola in anticipo. A sportello aperto conviene presentarsi con un progetto già scritto, e la scrittura del progetto è il momento giusto per decidere cosa automatizzare davvero.